





Le previsioni meteo che non riuscivamo ad interpretare ora diventano molto più chiare, l’instabilità generale ci condanna a giorni e notti difficili ed impegnative, a volte siamo allo stremo ed ecco che arriva la mezza giornata di tregua, forse siamo fuori, forse ce l’abbiamo fatta, abbiamo agganciato la alta delle Azzorre!
Ma poi il cielo ancora si oscura, il vento ricomincia incessante, diventiamo la pallina del flipper che rimbalza avanti e indietro, tutti intenti a sfuggire alle depressioni che si formano minacciose davanti ai nostri occhi.
Sembrava andassimo verso una schiarita e verso una zona di vento meno forte, un paio d’ore di relativa tranquillità, sta scendendo la sera, mi volto a poppa e laggiù all’orizzonte lo vedo, un fungo atomico pioggia nera sotto e nuvole che salgono altissime.
A Tribordo c’è un area che diventa sempre più scura e non è solo la luce del giorno che scompare.
Accendiamo il radar e li vediamo: sono due occhi rossi che si cercano, accendiamo il motore e cerchiamo di mettere la più grande distanza possibile tra noi ed il mostro che si sta creando.
Le due sfere di fuoco si uniranno in un unico ballo vorticante fatto di pioggia fulmini e vento, noi per questa volta riusciamo a nasconderci nella sua coda, inghiottendo schiuma, vento e onde.
Un alba di relativa calma ci trova affaticati insonnoliti e pesti, teniamo duro con i turni di guardia e cerchiamo nelle tre ore di sonno di recuperare più energia possibile.
11 giugno sono 5 anni di Jojo!
5 anni fa in queste acque diventavo nonna per la prima volta!
Quasi a celebrare l’evento, finalmente, ritroviamo il tempo clemente dell’anticiclone delle Azzorre.
Sono altri 5 giorni di navigazione che ci separano dalla prima terraferma (isola di Flores), ma finalmente è un vento amico ed un mare che accompagna lo scafo, possiamo riposare.
