Il mondo di Vagamonda

Sono in viaggio da sempre

Racconti postumi

Inizia oggi il racconto postumo della nostra traversata atlantica. 

La tecnologia di oggi ne avrebbe permesso la cronaca minuto per minuto, ma avrei perso il racconto, il piccolo piacere di dimenticare qualcosa e di ricordare altro, di poter aggiungere ad uno sterile elenco di fatti, la profondità delle emozioni che si rivelano nel dopo, quando, passato l’adrenalina del momento ci si guarda l’un l’altro e ci si racconta da dentro.

Venerdì 30 maggio 2025 (notte).

Al sicuro, in cuccetta, col sonno che stenta ad arrivare, augurandosi che l’altro dorma così almeno uno sarà riposato.

Ascoltiamo per tutta la notte il vento ululare, la pretesa di un sonno che non arriva e l’idea che forse domani è meglio non partire.

Lentamente verso il mattino i suoni si fanno più leggeri, la falsa protezione del porto ci fa sperare a qualcosa di più clemente.

Sabato 31 maggio 2025, 

Cerchiamo di mantenere le abitudini e, anche se con qualche ora di anticipo sul solito,  facciamo la nostra colazione, toast e caffè, nella finta tranquillità dell’imminente partenza.

Dietro di noi si è ormeggiato un grosso pilota, togliere gli ormeggi diventa un altro problema di manovre.

La nostra è una partenza senza spettatori, nessuno che ci rincorre sul molo per gli ultimi saluti, niente addii, siamo noi due, concentrati e nervosi, lasciamo l’America e andiamo verso il grande viaggio il pathos c’è ….. fino a che la bassa marea non ci sorprende e rimaniamo incagliati ancora prima di uscire dal porto.

Il vicino di barca (già testimone del nostro rocambolesco approdo in 15 nodi di vento al traverso, dove recalcitante, ma ligio ai doveri di solidarietà marinara, aveva contribuito alle operazioni di ormeggio) spunta fuori con la sua tazza di caffè, ci guarda con fare schifato ma ci concede un magnanimo:”anche a me è successo una volta”, e senza altro aggiungere scompare.

Passano i ridicoli 15/20 minuti di attesa che la marea salga e ci liberi dall’infamia dell’incaglio e dalla ridicola posizione  che ci vede incollati nel bel mezzo della marina….. alla faccia della traversata atlantica!

In qualche modo questa attesa stempera la tensione, mette un po’ di ridicolo in tutta la vicenda e ci lascia un po’ più rilassati.

Fuori il vento è ancora teso, ma è nella direzione giusta e Vagamonda lo cavalca da vera signora dei mari.

Qualche sacca impertinente ci costringe a ridurre le vele e a metterci più al sicuro, ma filiamo a 8/9 nodi verso l’est.

Mentre passano le ore i bollettini nautici continuano a dare allerta tempesta sulla Virginia, non ci è dato di capire di più sulla posizione esatta, la cerchiamo nei nostri bollettini meteo ma ancora si nasconde.

Ed eccola laggiù dove il nero tutto inghiotte, lampi che si tuffano nel mare e salgono verso il cielo, si sposta, velocemente, modifichiamo la rotta per lasciarle libero il cammino, è lei regina , è lei padrona, 

Sul radar è un abito rosso, fatto di nastri e piume che svolazzano intorno, grumo intenso di energie pure. 

Quello che lascia è un mare aspro, scontento e difficile, vento fatto di raffiche rabbiose, e la sottoscritta distesa in pozzetto a gestire il mal di mare.