Presto per le notizie del mondo, tardi per quelle di famiglia a qualche fuso orario d’anticipo, e mentre mi affanno nella lettura di piccoli bimbi, inciampo in altro.
Il biondo dichiara che il suo fondoschiena è stato oggetto di affettuosa attenzione da parte di decine di nazioni.
Le lacrime arrivano senza preavviso, mentre ancora il caffè fuma nella mia prima tazza del mattino.
Ho dovuto darmi del tempo per capire il mio pianto.
il soldato che regalò l’albicocca secca alla sopravvissuta Liliana Segre, quelli che dal carro armato lanciarono la scatola di biscotti a Pino e i suoi amici, “arrivano gli americani, arrivano i liberatori” il grido nei racconti di mia madre usciva ancora con la voce rotta dall’emozione.
Siamo tutti orfani degli eroi che avevamo, è giusto che ci siano anche lacrime.
